Ultima modifica: 6 dicembre 2017

Il PTOF

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1. CHE COSA E’ IL P.T.O.F.?

Scarica il PTOF 2016-2019 in formato pdf

Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (P.T.O.F.) è il documento attraverso il quale la scuola esplica le scelte formative, organizzative e metodologiche dei diversi ordini scolastici ed i criteri di utilizzazione delle risorse rendendo così trasparente e leggibile ciò che fa e perché lo fa.
Rappresenta il “progetto” unitario e organico per realizzare un servizio scolastico di qualità adeguato ai reali bisogni degli alunni e finalizzato a garantire a ciascuno il diritto allo studio.
Si può realizzare solo attraverso la partecipazione responsabile di tutte le componenti della comunità: scolastica, familiare, enti territoriali, altre scuole e agenzie educative.
La sua realizzazione dipende da una “alleanza pedagogica” e dall’assunzione di specifici impegni da parte di tutti.
Esso pone attenzione al processo educativo in un’ottica di sviluppo anche pluriennale.
Il P.T.O.F., che ha valenza triennale, si sviluppa secondo i principi di autonomia organizzativa, autonomia didattica ed autonomia finanziaria.

 

2. ANALISI DEL TERRITORIO

L’Istituto, con sede in via Matteotti 10/A a Coccaglio, comprende la Scuola dell’Infanzia, con sede in via Paolo VI, la Scuola Primaria “don Remo Tonoli”, situata in via Buscarino n. 32, e la Scuola Secondaria di primo grado “Luca Marenzio” in via Giacomo Matteotti n. 10/A.
La popolazione residente nel comune di Coccaglio, a febbraio 2015, è così costituita:
– popolazione: 8.726
– nuclei familiari: 3.355
– stranieri residenti: 1480 (pari al 17% della popolazione)
– bambini tra i 6 e di 14 anni: 913
– tra questi gli stranieri sono: 205 (pari al 22% dei bambini) – di cui nati in Italia: 131 (pari al 64% tra i bambini stranieri).

Coccaglio nel corso degli anni ha subito importanti trasformazioni: se fino al 2009 si è assistito ad un passaggio da un’economia prevalentemente rurale allo sviluppo di attività legate al commercio e ai servizi ed alla nascita di piccole e medie imprese, dallo scorso decennio la crisi economica ha colpito alcuni nuclei famigliari e rallentato lo sviluppo edilizio ed il forte flusso migratorio, ma si è conservata una forte mobilità dei nuclei famigliari stranieri molti inserimenti e trasferimenti in corso d’anno.

L’Istituto Comprensivo è aperto al territorio e vive con esso, per favorire il successo formativo di tutti gli alunni e promuovere lo sviluppo della comunità in cui si trova. Collabora con varie realtà locali in una prospettiva di reciproco arricchimento:

  • il Comune per la realizzazione dei progetti e di servizi ai bambini (educatori, mensa, scuolabus, pedibus, Cantera, Stanza delle sensazioni…), per la partecipazione alle manifestazioni locali, per l’attuazione della carta educativa;
  • le Associazioni tra le quali si annoverano l’Age per il comodato dei libri usati, l’AIDO per campagne di sensibilizzazione, Disegual per la promozione della “Giornata della disabilità” ed i progetti sull’handicap, le associazioni sportive per l’avvio alla pratica sportiva, la Protezione civile per la diffusione di una coscienza civica e consapevole sul tema della sicurezza, il CAI per la conoscenza del territorio, l’Anmil per l’educazione alla sicurezza;
  • la Parrocchia, la Caritas, il gruppo Missionario, le associazioni di volontariato sociale;
  • Enti ed associazioni anche al di fuori del territorio comunale: in rete con le Università, con gli istituti superiori per i tirocinio, con il CTI di Chiari per la didattica con gli alunni con disabilità, con il CPIA di Chiari per la lotta contro l’abbandono scolastico.

 

3. FINALITA’ – EDUCATIVE E DIDATTICHE

“Educare non vuol dire soltanto riempire la testa di nozioni; alle conoscenze dobbiamo aggiungere valori, principi, criteri di giudizio che aiutino la persona a maturare in tutte le sue dimensioni, ma nella libertà senza la quale non c’è educazione.” E. Morin
La nostra scuola attraverso il piano dell’offerta formativa intende dare una visione d’insieme dei servizi forniti e rispondere alle diverse esigenze educative e formative:
• costruire un ambiente sereno e socializzante nella classe e nella scuola per favorire lo “star bene con l’ambiente, con se stessi e con gli altri”;
• ricercare costante dialogo con le famiglie e con le diverse istituzioni per costruire un’alleanza funzionale allo sviluppo integrale della persona;
• educare all’impegno, alla responsabilità, all’autonomia, al rispetto e alla collaborazione;
• favorire un’educazione sostenibile, finalizzata alla promozione di un nuovo umanesimo, formando dei cittadini educati alla legalità, alla giustizia, alla solidarietà e alla pace, in riferimento anche ai principi contenuti nella “Carta della Terra”;
• fornire gli strumenti funzionali all’acquisizione delle competenze per poi trasferirle da un campo all’altro del sapere e contribuire alla formazione del pensiero critico e creativo.

 

4. LE SCELTE CURRICOLARI E DIDATTICHE

Strategie educative, interventi metodologici e didattici
Per attuare realmente i principi pedagogici e valoriali enunciati nel POF si utilizzeranno diversi interventi di tipo metodologico e didattico, che si integreranno fra loro a seconda delle situazioni e delle opportunità.
La metodologia e la didattica inoltre vanno considerate come strumenti al servizio degli insegnanti, dalle caratteristiche di flessibilità, problematicità, criticità, adattati ogni volta alle diverse situazioni operative.
Questi sono i modelli pedagogici e le linee metodologiche e didattiche di riferimento:
– uso della pedagogia dello “star bene” a scuola, che intende la scuola come luogo
della sicurezza, della valorizzazione personale e delle relazioni significative e pregnanti;
– utilizzo e valorizzazione del gioco come metodo “naturale” di conoscenza e sperimentazione del mondo, principale strumento di scoperta del reale, di relazione con il mondo fisico, con sé e con gli altri e di apprendimento;
– uso della metodologia della ricerca interdisciplinare come strumento dell’autocostruzione del sapere (utilizzata il più possibile in modo corretto e consapevole in ogni sua forma di ricerca sul campo, ricerca d’ambiente e ricerca bibliografica e, se adeguatamente strutturata, anche come ricerca disciplinare); la ricerca come atteggiamento critico e creativo, come modo d’essere dell’insegnante e della classe;
– uso di processi e di strumenti metacognitivi, per “imparare ad imparare”, riflettendo su ciò che si è scoperto, sul modo in cui si è arrivati a scoprirlo, su come questa scoperta ci abbia cambiati, su come il percorso di conoscenza specifico possa essere trasferito o generalizzato;
– uso di pedagogie di tipo cooperativo e di tecniche di apprendimento cooperativo;
uso di pedagogia inclusione (di conoscenza di sé e del “diverso da sé”, vicino e lontano) per l’autocostruzione democratica della comunità;
– uso della pedagogia della narrazione, che educa narrando e che concepisce l’educazione non solo come luogo delle spiegazioni, ma anche come ascolto reciproco tra soggetti narranti;
– uso della metodologia dello sfondo integratore, come tema di fondo unificante (fantastico, interiore, ambientale) che fa da sfondo ai vari percorsi di conoscenza;
uso della pedagogia delle arti, che prefigura la conoscenza come atto interpretativo della realtà con metodologie, strumenti e tecniche che utilizzino, valorizzino e potenzino tutti i linguaggi dell’uomo ( teatro, cinema, pittura, corpo…);
– uso della didattica di laboratorio finalizzata a:
– integrazione di sapere e saper fare;
– integrazione delle competenze cognitive e meta cognitive;
– occasione di collaborazione e di relazioni interpersonali;
– spazio di compensazione e valorizzazione, per alcuni alunni, di competenze non presenti nei percorsi più strettamente cognitivi;
– possibilità di espressione delle personali attitudini ed inclinazioni;
– opportunità di utilizzo di metodologie diversificate, flessibili e funzionali alle esigenze di apprendimento;
– uso delle tecnologie digitali (ICT) nella didattica e nell’apprendimento.

 

5. UNA SCUOLA INCLUSIVA

Il principio di eguaglianza, sancito nell’articolo 3 della Costituzione, è pienamente recepito dall’Istituto, inteso come intera comunità educante, nel momento in cui esso si fa garante delle pari opportunità attraverso:
• la personalizzazione degli interventi formativi
• il riconoscimento dei progressi
• la sperimentazione del successo personale
• la flessibilità didattica
• lo sviluppo del senso di appartenenza
• la promozione della responsabilità individuale e sociale.
Tale processo educativo intenzionale è finalizzato a creare nodi comunicativi, reti cognitive, emozionali e motivazionali intorno ai processi di costruzione della conoscenza.
Una scuola che include è una scuola che “pensa” e che “progetta” tenendo a mente proprio tutti, si muove sul binario del miglioramento organizzativo perché nessun alunno sia sentito come non appartenente, non pensato e quindi non accolto.

Nelle Indicazioni nazionali 2012 si specifica che la scuola realizza appieno la propria funzione pubblica impegnandosi per il successo scolastico di tutti gli studenti, per la valorizzazione delle eccellenze, nelle attività didattiche di classe e in attività rivolte ad obiettivi specifici (partecipazione a gare, acquisizione di certificazioni), ed anche con l’attenzione al sostegno delle varie forme di diversità, di disabilità o di svantaggio.
Questo comporta saper accettare la sfida che la diversità pone, evitando che la differenza si trasformi in disuguaglianza, l’educazione inclusiva ha una dimensione sociale: non prima “riabilitare”, poi socializzare, poi far apprendere, ma integrarsi in un contesto scolastico. “L’unicità e la singolarità culturale di ogni studente deve trasformarsi in un’opportunità per tutti”.

Azioni dell’Istituto:

definite dalla normativa
• individuazione e Rilevazione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali
• stesura del Piano Didattico Personalizzato per gli alunni con Bisogni educativi speciali,
del Piano Educativo Individualizzato per gli alunni con handicap, da parte dei Consigli
di classe
• costituzione del Gruppo di Lavoro per l’Inclusione
• stesura Piano annuale per l’Inclusività
• applicazione Protocollo Disabilità
• applicazione del Protocollo accoglienza
• monitoraggio e valutazione delle azioni specifiche del nostro Istituto
• individuazione di docenti “funzioni strumentali” e incarichi specifici (alfabetizzazione, psicopedagogista)
• attività progettuali dell’area inclusione (vedi tabella)
• formazione docenti
• coinvolgimento genitori
• raccordo con gli enti del territorio (ASL, Servizi sociali)
• sportello di ascolto “My Space” per genitori, insegnanti ed alunni.

 

6. I PROGETTI DIDATTICI

Area dell’inclusione Attività progettuali, percorsi e contenuti
Promuovere il successo formativo attraverso percorsi individualizzati e personalizzati, con particolare attenzione agli alunni con Bisogni Educativi Speciali
Potenziare l’identità individuale e sociale
Affermare il valore del sé e dell’alterità come risorsa per la crescita individuale e sociale
Riconoscere e gestire le proprie emozioni per un equilibrio socio emotivo
Favorire l’alfabetizzazione e il consolidamento delle competenze in lingua italiana e lingua per lo studio
Favorire l’inserimento nel percorso scolastico e il passaggio nei diversi ordini di scuola
Progetto Accoglienza
Progetto Inclusione
Progetto Orientamento
Progetti di Continuità tra le scuole di diverso ordine

 

Area dell’Educazione alla Partecipazione, Legalità e Cittadinanza Attività progettuali, percorsi e contenuti
Comprendere e rispettare i comportamenti e i valori etico civili contenuti nelle norme
Coinvolgere attivamente e responsabilmente gli alunni nella vita socio-culturale del territorio
Fare prevenzione, attivando itinerari formativi partecipati
Essere consapevoli di avere diritti/doveri che contribuiscono allo sviluppo qualitativo della convivenza civile
Essere disponibili a rapporti di collaborazione per contribuire alla realizzazione di una società migliore.
Manifestare il proprio punto di vista e le esigenze personali tenendo conto di codici e regolamenti 
Conoscenza del regolamento studenti
Percorso educazione alla sicurezza
Percorso educazione stradale
Consiglio Comunale dei Ragazzi
Conoscere le ricorrenze, le feste civili e partecipare alle manifestazioni civiche
Collaborazione con l’Amministrazione Comunale e con gruppi e associazioni che operano nel territorio

 

Area dell’Educazione all’Ambiente, Benessere e Salute  Attività progettuali, percorsi e contenuti
Acquisire coscienza e consapevolezza della propria salute per promuovere abitudini e comportamenti volti all’acquisizione di corretti e sani stili di vita
Comprendere il concetto di sviluppo sostenibile e adottare comportamenti e stili di vita corretti
Valorizzare e diffondere la cultura dell’educazione motoria e sportiva come mezzo per sostenere i ragazzi nella costruzione di un’immagine positiva di sé e accrescere l’autostima
Costruire relazioni positive, collaborare in un gruppo
Far assumere comportamenti responsabili e significativi rispetto al proprio progetto di vita
Trasferire i valori di partecipazione, impegno, rispetto delle regole, solidarietà dello sport nella quotidianità
Progetti di educazione alimentare, riduzione dello spreco/solidarietà
Progetto mensa
Progetto di prevenzione riguardante la salute e l’acquisizione di un sano stile di vita
Progetti di educazione ambientale
Progetto di psicomotricità, di gioco-sport e pre-agonismo
Attività sportive e del Centro Sportivo Scolastico in rete con altre scuole, enti e società sportive a livello locale, provinciale e nazionale

 

Aree dei Laboratori e della Sperimentazione didattica Attività progettuali
Percorsi e contenuti
Rinforzo e miglioramento delle competenze sociali
Valorizzazione delle eccellenze e delle inclinazioni personali
Rapporti con scuole superiori ed Università per progetti di tirocinio e sperimentazione didattica
Utilizzo della didattica multimediale e delle nuove tecnologie come supporto alle varie modalità di insegnamento/apprendimento
Formazione specifica docenti e attività di laboratorio
Progetti di lettura di arte e creatività
Progetto Life skills training
Gruppo scolastico musicale
Laboratori di ampliamento dell’offerta formativa (espressivi, latino…)
Laboratori di potenziamento e sviluppo
Laboratori di sperimentazione metodologica e ricerca con l’Università
Sperimentazione metodologica e delle  tecnologie digitali ICT (bandi nazionali relativi ai PON, progetto “Saperi in rete”)

 

La scelta dell’insegnamento di religione cattolica o dell’attività alternativa
Al momento dell’iscrizione i genitori devono indicare se vogliono avvalersi dell’insegnamento di religione cattolica oppure dell’attività alternativa.
L’insegnamento della religione cattolica rientra “nel quadro delle finalità della scuola” poiché “i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano”. Tale insegnamento, attraverso i suoi contenuti specifici, promuove la formazione integrale dell’alunno dove le conoscenze, le abilità e le competenze acquisibili attraverso il lavoro scolastico sono orientate alla costruzione di un’identità matura, umanamente ricca e responsabile. Si tratta di una disciplina aperta al dialogo, alla comprensione dei fondamenti di ogni civiltà, ai principi di libertà e di convivenza civile. È offerta a tutti in quanto attenta al confronto con le altre culture e confessioni religiose.
Per gli alunni che si avvalgono invece dell’Attività Alternativa si prevede la possibilità di partecipare ad attività di approfondimento e studio guidati da un docente. Le scelte didattiche relative a tale attività sono demandate ai docenti incaricati che, in base alle competenze acquisite, presentano al Consiglio di classe ed ai genitori il relativo Piano di lavoro.

 

7. RAPPORTO SCUOLA-FAMIGLIA

La collaborazione scuola-famiglia è indispensabile per raggiungere qualsiasi meta educativa e solo con un atteggiamento concorde si può raggiungere il successo formativo dell’alunno.
I rapporti tra scuola e famiglia si concretizzano attraverso:
• incontri degli organi collegiali
• assemblee di classe aperte ai rappresentanti e a tutti i genitori
• colloqui individuali
• comunicazione alle/dalle famiglie (diario, libretto, sito e registro elettronico)
• attività che richiedono la partecipazione delle famiglie ai progetti scolastici
• patto di corresponsabilità: all’atto dell’iscrizione l’istituto chiede ai genitori di
sottoscrivere un PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA’ finalizzato a condividere e a garantire il rispetto di diritti e doveri da parte della scuola-famiglia e studente.

 

8. LE SCELTE ORGANIZZATIVE

Le persone della scuola – Struttura organizzativa dell’Istituto

 

9. L’ORGANIZZAZIONE NEI VARI ORDINI DI SCUOLA

A – Scuola dell’infanzia

La scuola dell’infanzia attualmente è organizzata in 4 sezioni.
L’orario di funzionamento della scuola dell’infanzia è di 40 ore settimanali dalle ore 8.00 alle ore 16.00, con servizio mensa.
Ogni sezione ha due insegnanti di riferimento che hanno un orario strutturato in modo da garantire ogni giorno alcune ore di compresenza per facilitare l’inserimento graduale dei bambini/e e per offrire proposte mirate alle diverse età, mentre nella sezione ad orario antimeridiano è presente un solo docente.
Nel tempo scuola è previsto un orario di uscita anticipata dalle ore 13.00 alle ore 13.30 in caso di necessità della famiglia. Nelle prime due settimane dell’anno scolastico si effettua un orario antimeridiano in cui le insegnanti sono in compresenza per favorire l’accoglienza e il graduale inserimento dei nuovi iscritti.
Le sezioni sono organizzate in angoli, che, sulla base delle osservazioni e sull’utilizzo che ne faranno i/le bambini/e, potranno essere riorganizzati e arricchiti con nuovi materiali. Ci sono:
– angolo accoglienza (calendario, conversazione, libri…);
– angolo dei giochi strutturati e giochi da tavolo (domino, memory, puzzle,
tombole…);
– angolo delle costruzioni (macchinine, pista, animali…);
– angolo casetta (bambole, peluches, pentolini, libri…);
– angolo per l’attività grafico-pittorica e la manipolazione (colori, pennelli, colla,
forbici, plastilina, giornali…).

IL GIOCO
Il gioco è la risorsa privilegiata di apprendimento e di relazione capace di stimolare rapporti attivi e creativi sia sul piano cognitivo che relazionale.
Esso permette di trasformare la realtà in base alle esigenze interiori, di realizzare le potenzialità e di rivelarsi a sé stessi e agli altri con diverse modalità. Il gioco diventa lo strumento fondamentale all’interno del contesto come stimolo e percorso conoscitivo. L’esplorazione e la ricerca sono poi modalità privilegiate per porsi problemi in modo attivo e per cercare soluzioni adeguate. L’errore è valorizzato in quanto rientra a far parte di una ricerca condivisa.

I TEMPI DEL BAMBINO
La giornata scolastica è strutturata in modo tale da offrire ai bambini/e diverse situazioni esperienziali, organizzando in modo flessibile il tempo scolastico nel rispetto dei bisogni emotivi, affettivi e cognitivi di ciascun bambino/a.
L’alternanza delle proposte permette una equilibrata distribuzione dei carichi cognitivi nel rispetto dei tempi dei bambini che non sono solo quelli cronologici, ma soprattutto quelli emotivi e di apprendimento, evitando così inutili anticipazioni o forzature. Nello stesso tempo intendiamo favorire la possibilità di prolungare le proposte educativo didattiche per il tempo necessario all’interiorizzazione e allo sviluppo di competenze.

GIORNATA TIPO
ore 8,00 Accoglienza ed entrata dei bambini/e e attività libere
ore 9,00 Chiusura del cancello e arrivo dei bambini/e che utilizzano lo scuolabus
ore 9,30 Inizio delle attività di sezione: appello, ascolto, rituale del calendario, filastrocche, canti… ore 10,00 Attività del percorso didattico
ore 11,40 Riordino spazi, cura del sé, preparazione per il pranzo e conversazione
ore 12,00 Pranzo
ore 13,00 Momento del relax, gioco libero e guidato in salone o in giardino
ore 14,00 Attività varie in sezione a seconda degli interessi e curiosità emersi dai bambini/e durante la giornata, rinforzo di alcune attività fatte al mattino
ore 15,00 Merenda e fine delle attività scolastiche (uscita dei bambini/e che utilizzano lo scuolabus);
ore 15,45 Termine delle attività, uscita dei bambini/e;
ore 16,00 Chiusura del cancello.

 

I TEMPI DELLA GIORNATA

Accoglienza al mattino
Il momento dell’accoglienza dei bambini e dei genitori è caratterizzato dal tempo esteso per favorire il graduale distacco dalle figure significative. Questo momento rende possibile anche lo scambio di informazioni scuola-famiglia. Dopo aver accolto i bambini/e l’insegnante organizza il momento dell’ascolto: appello, compilazione del calendario, scelta degli incarichi, conversazione, giochi, filastrocche e canzoncine.

Organizzazione attività
Le attività del percorso educativo didattico fanno riferimento alla programmazione generale. Il lavoro di sezione, organizzato in momenti significativi (mattino e pomeriggio) funzionali all’utilizzo del tempo, si fonda sui bisogni e interessi che emergono dai bambini/e.

Pranzo
Durante il pranzo, momento educativo, le insegnanti sollecitano i bambini ad osservare tutto il cibo, anche quello non gradito, ad annusarlo e a provare ad assaggiarlo senza forzature. Conversano, aiutano i bambini più piccoli o in difficoltà per condurli gradualmente all’autonomia. Il pranzo viene servito in sezione, le insegnanti mangiano con i bambini/e, distribuiscono il cibo e aiutano i bambini nel ruolo di camerieri “del giorno” nello svolgimento di alcune attività (preparazione dei tavoli, distribuzione dei piatti, del pane e della frutta …).

Attività pomeridiane
Dopo pranzo è previsto un momento di relax, un tempo dedicato al gioco libero in salone o in giardino e ad attività specifiche di recupero e di rinforzo delle abilità.

Merenda
La merenda avviene in sezione, viene distribuita la frutta e il pane. Durante questo momento i bambini/e conversano liberamente scambiandosi opinioni sui gusti personali, vissuti ed esperienze.

Momento del saluto
I bambini/e che usufruiscono dello scuolabus, si preparano e vengono accompagnati dalla collaboratrice scolastica all’uscita (ore 15 circa). Verso le 15.30 i bambini/e che tornano a casa con i genitori riordinano, si siedono nell’angolo dell’ascolto e con l’insegnante cantano, giocano, ripetono poesie… All’arrivo dei genitori le insegnanti salutano e forniscono, se necessario, informazioni.

Organizzazione della pulizia personale e dei cambi
Durante i momenti di pulizia personale si incoraggia l’autonomia cercando di mantenere un clima sereno. Gli eventuali cambi vengono quasi sempre effettuati dal personale ausiliario che cerca di stabilire un momento di interazione con il bambino/a.

 

B – Scuola Primaria

La scuola primaria propone un modello organizzato in 40 ore settimanali TEMPO PIENO (30 ore attività didattica + 10 ore di mensa con frequenza obbligatoria) oppure di 30 ore settimanali di attività didattica.
Le proposta di 40 ore del Tempo Pieno è un modello organizzativo unitario, prevede:
– momenti di didattica in piccoli gruppi per laboratori di recupero e sviluppo e di inclusione;
– consente una più efficace attuazione di progetti didattici ed educativi;
– l’utilizzo della metodologia laboratoriale, sia in ambito disciplinare che con percorsi interdisciplinari, che permette di operare in situazioni concrete e reali, sviluppando al meglio le proprie competenze;
– favorisce forme di collaborazione più ampia, che vanno oltre il contesto del gruppo classe, promuovendo lo sviluppo di competenze sociali e relazionali.
Il tempo della mensa e del gioco libero sono parte integrante del percorso formativo e sono occasione per sviluppare percorsi di:

Educazione alimentare Acquisire corrette abitudini alimentari attraverso menù di qualità.

Assumere a tavola comportamenti corretti.

Imparare ad autoregolarsi nella quantità di cibo da assumere evitando l’eccesso e lo spreco.

Cibo per tutti: recupero dei pasti in eccedenza o alimenti non consumati.

Educazione al gusto Abituare gli alunni a nuove e diversificate esperienze gustative.
Socializzazione Sviluppare dinamiche di gruppo aperte, positive e costruttive.

Scoperta del piacere dello stare a tavola.

 

Il servizio mensa per tutti gli alunni iscritti alle 40 ore è previsto per cinque giorni settimanali (si ricorda che la conferma dell’iscrizione al servizio mensa e trasporti dello scuolabus deve essere fatta in Comune entro fine febbraio).
La consumazione del pasto è organizzata in due turni: le classi prime e seconde alle ore 12:10, le classi terze, quarte e quinte alle ore 13:05.
Il gioco durante la pausa mensa è dedicato a situazioni di gioco libero tra gli alunni delle classi parallele che condividono gli stessi spazi, in questo momento si creano dinamiche relazionali, creative e di libera espressione.

Orario scolastico e discipline
L’orario scolastico settimanale per tutte le classi è distribuito in 5 giorni, dal lunedì al venerdì dalle 8:10 alle 16:10.

L’orario

lunedì martedì mercoledì giovedì venerdì
 

8.10-12.10

 

8.10-12.10 8.10-12.10 8.10-12.10 8.10-12.10
12.10-14.10

mensa e gioco

12.10-14.10

mensa e gioco

12.10-14.10

mensa e gioco

12.10-14.10

mensa e gioco

12.10-14.10

mensa e gioco

14.10 – 16.10 14.10 – 16.10 14.10 – 16.10 14.10 – 16.10 14.10 – 16.10

 

I saperi

DISCIPLINE Classe 1^ Classe 2^

Classi

3^

Classi

4^ 5^

Italiano 8 7 6 6
Storia e Geografia 5 5 5 6
Matematica 6 6 6 5
Scienze 2 2 2 2
Inglese 1 2 3 3
Musica 1 1 1 1
Arte  immagine 1 1 1 1
Tecnologia trasversale  
Ed. fisica 2 2 2 2
Laboratori recupero sviluppo 2 2 2 2
Religione cattolica o alternativa 2 2 2 2
Mensa – Gioco Libero 10 10 10 10
Educazione alla convivenza civile interdisciplinare  

 

Gli insegnanti che seguono i bambini  nelle attività di classe sono:

  • insegnante dell’area linguistica
  • insegnante dell’area antropologica (storia- geografia)
  • insegnante dell’area matematico-scientifica
  • insegnante di lingua inglese
  • insegnante di religione
  • insegnante delle attività alternative
  • insegnante di sostegno (se in classe ci sono alunni diversamente abili).

La programmazione in gruppo docente di classi parallele è una modalità sostenibile che consente:

– di lavorare con la massima unità;

– la corresponsabilità di tutti gli insegnanti nei percorsi didattici ed educativi;

– di coinvolgere in eguale misura tutti i singoli componenti nella programmazione, nella conduzione e verifica del lavoro.

L’organizzazione dell’orario del tempo pieno dovrà essere articolata prevedendo ed equilibrando tempi quotidiani per:

  • l’accoglienza e la relazione
  • la concettualizzazione
  • la riflessione/sintesi di percorsi/esperienze
  • l’esercitazione individuale e collettiva
  • le attività laboratoriali.

 

C – Scuola Secondaria di primo grado

La scuola secondaria di primo grado, nella convinzione che anche l’organizzazione del tempo ben strutturato e ricco di contenuti favorisca il raggiungimento del successo formativo, propone due modelli a scelta di tempo scuola, sulla base di un’offerta formativa complessiva e integrata:

1) “Tempo Normale” di 30 ore al mattino di attività curricolari, distribuite sui sei giorni della settimana;

2) “Tempo Prolungato” di 36 ore, con 4 ore di approfondimento curricolare e 2 ore di mensa obbligatoria in orario pomeridiano in due pomeriggi tra lunedì, mercoledì, venerdì.

La scelta del tempo scuola ha valenza triennale.

Gli alunni verranno assegnati al tempo scuola in base alla scelta di orario scolastico effettuata con l’iscrizione e tenendo conto dell’organico che verrà annualmente assegnato.

30 ORE
Discipline Ore
Italiano – comprese attività di approfondimento in materie letterarie 6
Matematica e scienze 6
Storia e geografia 4
Inglese 3
Francese 2
Tecnologia 2
Arte e Immagine 2
Musica 2
Scienze Motorie 2
Religione cattolica /alternativa 1
TOTALE ORE 30

 

36 ORE

Discipline Ore
Italiano 8
Storia 2
Geografia 2
Matematica e scienze 8
Inglese 3
Francese 2
Tecnologia 2
Arte 2
Musica 2
Science motorie 2
IRC / Alternativa 1
Mensa 2
TOTALE 36

 

L’orario scolastico settimanale per tutte le classi è distribuito in 6 giorni, dal lunedì al sabato, con due rientri per gli alunni che hanno scelto il modello 36 ore.

lunedì martedì mercoledì giovedì venerdì sabato
8.00 – 13.00 8.00 – 13.00 8.00 – 13.00 8.00 – 13.00 8.00 – 13.00 8.00 – 13.00
MENSA

13.00 – 14.00

  MENSA

13.00 – 14.00

  MENSA

13.00 – 14.00

 
Rientro

14.00 – 16.00

Rientro

14.00 – 16.00

Rientro

14.00 – 16.00

 

L’Amministrazione Comunale garantisce il servizio mensa a carico degli utenti.

 

Classi e discipline

Il quadro orario settimanale e annuale delle discipline per gli insegnamenti della scuola secondaria di primo grado sono distribuiti secondo le disposizioni della normativa.

Nell’arco della giornata si garantisce, per lezioni frontali, l’alternanza di almeno tre insegnanti.

Gli alunni che hanno scelto il tempo prolungato sono assegnati alle classi a tempo prolungato.


10. LA VALUTAZIONE

(vedi anche pagina relativa ai criteri di valutazione)
La valutazione si inserisce nella relazione educativa come RIFLESSIONE sul percorso compiuto, sulle competenze acquisite, sulla conoscenza di sé.

E’ una dimensione costante e fondamentale del processo di insegnamento-apprendimento e coinvolge attivamente alunni, docenti e famiglie in una prospettiva sia valutativa che auto-valutativa.

La pratica del valutare serve per chiarire le strategie più adeguate a garantire il successo formativo di tutti gli alunni nei processi di apprendimento, è una ricerca che i docenti compiono sulle pratiche educative e didattiche attraverso l’osservazione, la raccolta dati, il confronto e la riprogettazione.

 

 

A – Che cosa si valuta

 

Valutazione globale dell’offerta formativa

– Lettura ed elaborazione approfondite delle informazioni raccolte nell’autovalutazione dei docenti e degli alunni, nella relazioni sulla situazione iniziale e finale delle classi, nella valutazione di efficacia dei Progetti, nei verbali degli Organi Collegiali, nelle scelte economiche presenti nel bilancio dell’Istituto, nella stesura del Rapporto di Autovalutazione  e del Piano di Miglioramento.

– I questionari INVALSI (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Scolastico) testano a livello nazionale l’apprendimento degli alunni (per le classi seconde e quinte della primaria, terze secondaria per l’esame di Stato) in italiano e matematica e consentono di avere verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti.

– Il rapporto di autovalutazione – RAV – in cui la scuola compie un’autoanalisi “dei propri punti di forza e di criticità”, ma soprattutto “pone in relazione esiti di apprendimento con processi organizzativi-didattici all’interno del contesto socio-culturale”, in modo da individuare le priorità e gli obiettivi di miglioramento, secondo le possibilità offerte dall’autonomia scolastica e porre le basi per il “Piano di Miglioramento”.

 

Valutazione dell’efficacia dell’azione dei docenti e del “gruppo docente

– Confronto tra i/le docenti che operano insieme, confronto con i genitori, confronto con gli alunni e le alunne, oltre alle proposte del “Comitato di valutazione”, in merito all’efficacia del progetto educativo realizzato e dei percorsi formativi messi in atto (strategie, efficacia metodologica, organizzazione delle situazioni di apprendimento) contributo al miglioramento dell’istituzione scolastica, nonché del successo formativo e scolastico degli studenti.

 

Valutazione del percorso formativo di ogni studente

– Di tipo storico/formativo: considera il punto di partenza di ognuno, il percorso individuale, i progressi, i cambiamenti.

– Osservazione dei comportamenti degli alunni nelle relazioni tra pari.

 

Valutazione degli apprendimenti

– Orientata a favorire la crescita formativa: la scuola valuta soprattutto le competenze degli alunni.

Si tratta di accertare non ciò che lo studente sa,

ma ciò che sa fare con ciò che sa.” Wiggins, 1993

 

I docenti si impegnano a definire standard di accettabilità comuni attivando criteri di trasparenza, attendibilità, utilità, condivisione:

– elaborare prove di verifica di tipologie diverse per tutte le classi parallele dell’Istituto;

– elaborare prove significative attraverso la proposta di compiti autentici (utilizzare le competenze su problemi concreti);

– concordare codici e modalità di attribuzione del giudizio, utilizzando rubriche valutative, griglie e tabelle di osservazione condivise.

 

Autovalutazione delle alunne e degli alunni

Attraverso forme espressive quali testi, discussioni collettive, colloquio individuale con gli/le insegnanti, compilazione di questionari, per esprimere il proprio pensiero in merito a:

  • i propri cambiamenti più significativi
  • l’effettivo star bene o i momenti del disagio a scuola
  • le relazioni con i compagni e gli insegnanti
  • le esperienze più importanti
  • le attitudini e gli interessi personali.

 

 

B – Le valutazione periodiche

Agli insegnanti compete la responsabilità della valutazione nonché la scelta dei relativi strumenti nel quadro dei criteri deliberati dagli organi collegiali. Le verifiche intermedie e le valutazioni periodiche e finali sono coerenti con gli obiettivi e i traguardi previsti dalle Indicazioni Nazionali e declinati nel curricolo e nei Piani di lavoro.

Il documento di valutazione si consegna alle famiglie al termine del primo quadrimestre e del secondo quadrimestre. La certificazione delle competenze raggiunte viene rilasciata al termine di ogni ciclo d’istruzione.

La valutazione finale, che si concretizza nel giudizio globale quadrimestrale tiene conto dei seguenti indicatori:

  • progressi compiuti dagli alunni, tenendo conto del livello di partenza e, soprattutto, dello evoluzione cognitiva e socio-affettiva
  • partecipazione alle attività
  • comportamento e socializzazione
  • impegno, interesse e applicazione allo studio
  • autonomia e metodo di lavoro
  • raggiungimento delle competenze attese.

L’attribuzione dei voti in decimi non deve far dimenticare il significato formativo della valutazione, che non è solo rilevazione degli esiti, ma è anche attenzione allo sviluppo dell’alunno.

Le scuole dell’Istituto elaborano e assumono le procedure e gli strumenti sotto descritti.

Nella Scuola dell’Infanzia “l’osservazione, nelle sue diverse modalità, rappresenta uno strumento fondamentale per conoscere e accompagnare il bambino in tutte le sue dimensioni di sviluppo, rispettandone l’originalità, l’unicità, le potenzialità attraverso un atteggiamento di ascolto, empatia e rassicurazione. L’attività di valutazione risponde ad una funzione di carattere formativo, che riconosce, accompagna, descrive e documenta i processi di crescita, evita di classificare e giudicare le prestazione dei bambini, perché è orientata a esplorare e incoraggiare lo sviluppo di tutte le loro potenzialità”. (dalle Indicazioni Nazionali). Essa avviene tramite:

  • griglia di ingresso dei bambini/e al primo anno di scuola dell’infanzia
  • griglia quadrimestrale per l’osservazione dei bambini
  • scheda di raccolta delle esperienze/attività con rispettivi campi di esperienza e obiettivi
  • qualora fosse necessario vengono somministrate le “schede IPDA” per i bambini in uscita

 

Nella Scuola Primaria tramite:

  • criteri di valutazione degli apprendimenti disciplinari
  • osservazioni sistematiche per il giudizio di comportamento

 

Nella Scuola Secondaria attraverso:

  • criteri di valutazione degli apprendimenti disciplinari e la misurazione con verifiche
  • riferimenti e ambiti per la valutazione del comportamento.

 

Per gli alunni con Bisogni Educativi Speciali la valutazione fa riferimento alla programmazione personalizzata e/o individualizzata (PEI, PDP).

 

(Vedi in allegato le tabelle relative ai traguardi di competenza e le griglie di valutazione)

 

C – Criteri generali di non ammissione alla classe successiva

Il rischio della non ammissione è segnalato dai docenti al Dirigente Scolastico, al termine del primo quadrimestre, per consentire attività di recupero. Nel caso non si registrino miglioramenti dell’andamento didattico o del comportamento di un alunno ne viene data comunicazione scritta alla famiglia nel corso del secondo quadrimestre.

La non ammissione alla classe successiva si applica in casi di eccezionale gravità:

  • mancanza o gravi carenze delle abilità propedeutiche ad apprendimenti successivi (lettoscrittura, calcolo, logica matematica, organizzazione spazio-temporale);
  • mancati processi di miglioramento cognitivo pur in presenza di documentati stimoli e interventi individualizzati, attuati anche attraverso l’applicazione di metodiche e strumenti differenziati;
  • gravi carenze e assenza di miglioramento, pur in presenza di documentati stimoli e interventi individualizzati, relativamente agli indicatori del comportamento che attengono alla partecipazione, alla responsabilità e all’impegno.

In particolare nella scuola primaria la non ammissione è determinata dal voto unanime del Consiglio di classe.

Nella secondaria la non ammissione è determinata dal voto a maggioranza del Consiglio di classe o da assenze superiori al 25% dei giorni di lezione (salvo criteri di deroga stabiliti dal Collegio dei docenti).

L’alunno, del quale si sia considerata grave la situazione dal Consiglio di Classe, fruirà nell’anno successivo di interventi di recupero e/o sostegno.

 

D – Azioni di coinvolgimento dei genitori

– Colloqui di valutazione complessiva del rapporto del proprio figlio/a con l’esperienza scolastica.

– Confronto tra atteggiamenti e comportamenti osservati e valutati a scuola dagli insegnanti e dai genitori a casa.

– Raccolta di informazioni sull’interesse dimostrato nei confronti delle proposte scolastiche.

 

 

11. LE RISORSE

Il personale

Per il funzionamento didattico dell’Istituto sono necessarie le seguenti figure professionali:

classi

docenti doc. sostegno

IRC / Attività alt.

INFANZIA

4

8 1

1

PRIMARIA

20

36 5

2 + 1

SECONDARIA

12 18 + ore residue 3

1 + 1

 

Per il potenziamento dell’offerta formativa, sono richieste le seguenti figure:

  • tre docenti comuni per la scuola primaria;
  • un docente di inglese ed uno di matematica e scienze per la scuola secondaria;
  • un docente di sostegno.

 

Inoltre sono previsti 13 collaboratori scolastici, 4 assistenti amministrativi, 1 Direttore dei servizi generali e amministrativi.

 

Il fabbisogno di infrastrutture e di attrezzature materiali

Per il raggiungimento delle varie finalità la scuola è dotata di attrezzature e strumenti adeguati che sono progressivamente implementati con nuovi acquisti.

Attualmente gli spazi sono sufficienti, ma si rendono necessari ampliamenti e nuove aule per garantire una didattica volta sempre più alla laboratorialità ed alla possibilità di lavorare in gruppi o in aule con attrezzature specifiche.

Si stanno attrezzando tutte le aule con strumenti multimediali utilizzando i fondi resi disponibili dal bando ministeriale “PON – Ambienti digitali” e le risorse proprie derivanti dal finanziamento del Comune.

 

 

 12. LA FORMAZIONE dei docenti e del personale ATA

La formazione risponde al bisogno di sviluppare le competenze e le conoscenze necessarie per la realizzazione degli obiettivi strategici dell’Istituto, a supporto del cambiamento, nonché per migliorare le attività di insegnamento, finalizzando la formazione, tempi e modi di erogazione a ciò che realmente è necessario alla crescita e valorizzazione dei docenti e degli studenti.

Nel nostro Istituto la formazione mira ad approfondire i nuclei tematici relativi alla certificazione delle competenze, con particolare riferimento alla competenze di cittadinanza ed alla loro implementazione in un curricolo verticale. Si cerca inoltre di migliorare l’uso delle tecnologie digitali sia a livello didattico che nel lavoro del personale di segreteria e la competenza di tutto il personale derivante da obblighi formativi di legge.

 

 


13. LA POLITICA DELLA SICUREZZA

L’Istituto si impegna, mettendo a disposizione risorse umane, strumentali ed economiche, a perseguire gli obiettivi di miglioramento della sicurezza e salute degli studenti e dei dipendenti, come parte integrante della propria attività e come impegno strategico rispetto alle finalità più generali della scuola. L’Istituto si impegna altresì affinché:

  • gli aspetti della sicurezza siano considerati contenuti essenziali;
  • tutti gli studenti e i dipendenti siano formati, informati e sensibilizzati per svolgere i loro compiti in sicurezza e per assumere le loro responsabilità in tale ambito;
  • tutte le componenti scolastiche partecipino, secondo le proprie attribuzioni e competenze, al raggiungimento degli obiettivi di sicurezza di loro competenza.

La scuola attiva l’educazione alla sicurezza come compito trasversale a tutte le discipline. Il Collegio dei Docenti individua le attività da sviluppare con apporto sinergico tra i diversi insegnamenti, il tutto secondo un progetto organico che fa parte dell’offerta formativa.

L’educazione alla sicurezza rientra nella formazione globale dell’individuo, in quanto appartenente a un gruppo sociale in rapporto con il territorio, in una prospettiva di solidarietà e coscienza civica.

Infine educare alla sicurezza significa apportare cambiamenti nel comportamento nei confronti dell’ambiente, condurre i giovani a conoscere il concetto di rischio e quello di protezione, individuale e verso gli altri.

 

 

14. L’IDENTITA’ STRATEGICA

l “Rapporto di autovalutazione” e il “Piano di miglioramento”

Nel “Rapporto di autovalutazione”, redatto nel settembre 2015, sono state definite le criticità ed i punti di forza dell’Istituto nei vari settori. A seguito dell’analisi effettuata e con una revisione nel febbraio 2017 si sono stabiliti i seguenti traguardi:

 

ESITI DEGLI STUDENTI DESCRIZIONE DELLA PRIORITÀ DESCRIZIONE DEL TRAGUARDO
1. Risultati scolastici Migliorare i risultati finali in riferimento al percorso dell’alunno/a Nei prossimi tre anni diminuire la percentuale degli alunni ammessi con il voto minimo (6) alla classe prima della secondaria ed all’esame di Stato.
2. Risultati nelle prove standardizzate nazionali Migliorare i risultati delle prove standardizzate Aumentare la percentuale di risultati che si collocano in livelli più alti delle prove.
Attivare una analisi e riflessione sui risultati per migliorare i percorsi di consolidamento delle competenze.
3. Competenze chiave e di cittadinanza Collaborare e partecipare: costruire relazioni positive con il gruppo dei pari, gestire la conflittualità

Certificazione delle competenze linguistiche

Favorire un clima di classe sereno ed inclusivo, in modo da ridurre provvedimenti scritti o disciplinari. Attivare processi di autovalutazione alunni.

Avere alunni che ottengono la certificazione in lingua inglese A1, A2

4. Risultati a distanza Successo negli studi successivi Promuovere l’acquisizione di competenze e motivazione ad apprendere che garantiscano agli alunni un percorso scolastico con esiti positivi.
Avere a disposizione i dati relativi agli esiti scolastici degli studenti che frequentano il primo anno della scuola superiore per una comparazione.
Realizzare specifici strumenti per migliorare l’efficacia e la condivisione dei consigli orientativi.Aumentare la percentuale di alunni che seguono il consiglio orientativo e migliorare i risultati degli alunni al primo anno del secondo ciclo

 

 

 

Per raggiungere i predetti traguardi, l’Istituto realizzerà nel corso del prossimo triennio le seguenti azioni:

 

Obiettivo di processo in via di attuazione Risultati attesi Indicatori di monitoraggio Modalità di rilevazione
1. Attivazione dei Dipartimenti per condividere i contenuti e le metodologie disciplinari Gli specialisti di una stessa disciplina analizzano e condividono i saperi essenziali della disciplina stessa e parallelamente li adeguano alle realtà cognitive degli alunni, progettando oggettivi percorsi strutturati secondo criteri rinnovati di ricerca-sperimentazione, per costruire percorsi di apprendimento Elaborazione di verifiche e di percorsi didattici nelle varie classi secondo criteri condivisi ed oggettivi Presenza della documentazione prodotta dai gruppi di lavoro stessi sul sito web della scuola affinché siano a disposizione di tutti i docenti
2. Incontri per costruire un curricolo in continuo a partire dalle verifiche finali delle classi quinte primaria e delle classi prime secondaria Costruzione di prove condivise e individuazione di criteri generali di valutazione (prove di verifica, standard da raggiungere, strategie di intervento, prove per competenze, ecc.) Prove strutturate e condivise alla fine della primaria ed all’inizio della secondaria, con giudizio espresso in decimi o attraverso una griglia di giudizi analitici precodificati e condivisi e disponibili per tutti i docenti.

Costruzione di prove per competenze

Materiale disponibile su un’area del sito web della scuola e/o nell’armadio della sala docenti
3. Elaborazione di strumenti di monitoraggio delle attività e dei progetti Registrare gli scostamenti tra quanto si sta realizzando e quanto è stato previsto per informare circa le criticità che si presentano in itinere e emerse a fine percorso per cercare le soluzioni più opportune Creazione di un modulo di monitoraggio e valutazione di attività, progetti Modulistica disponibile su un’area del sito web della scuola
4. Rivedere il progetto orientamento gestendolo con personale interno Aumentare la percentuale di alunni che seguono il consiglio orientativo e migliorare i risultati degli alunni al primo anno del secondo ciclo Percentuale di alunni che seguono il consiglio orientativo.

Risultati scolastici al primo anno del secondo ciclo

Dati dalla piattaforma SIDI
5. Garantire una tornata di consigli di interclasse aperti ai genitori in orario serale ed aumentare la partecipazione delle famiglie. Rendere più accessibile il sito scolastico Aumentare il numero di genitori presenti ai consigli di classe Raccolta del numero dei genitori presenti da parte dei docenti Registrazione di un foglio presenze da parte dei docenti coordinatori

 

Azioni previste

 

Ambito

1. Attivazione dei Dipartimenti per condividere i contenuti e le metodologie disciplinari

2. Incontri per costruire un curricolo in continuo a partire dalle verifiche finali delle classi quinte primaria e delle classi prime secondaria

Azioni

Programmazione di riunioni del Collegio docenti suddiviso in dipartimenti oltre a lavori di Commissioni.

Sviluppo area specifica sul sito della scuola.

 

Ambito

3. Elaborazione di strumenti di monitoraggio delle attività e dei progetti

Azioni

Elaborazione da parte dello staff del Dirigente di modelli di rilevazione e monitoraggio.

Implementazione sul sito della scuola.

 

Ambito
4. Rivedere il progetto orientamento gestendolo con personale interno Azioni
Destinare una funzione strumentale all’area “orientamento”.Favorire l’aggiornamento e la partecipazione alle attività della Rete di Ambito sul tema.Creare un opuscolo e materiali per le attività di orientamento.

 

Ambito

5. Garantire una tornata di consigli di interclasse aperti ai genitori in orario serale ed aumentare la partecipazione delle famiglie. Rendere più accessibile il sito scolastico

 

Azioni

Deliberare un calendario scolastico che tenga conto degli orari dei genitori.

Utilizzare l’animatore digitale e risorse esterne per implementare il sito web.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MONITORAGGIO DELLE AZIONI del PDM

Data di rilevazione Indicatori di monitoraggio del processo Strumenti di misurazione Criticità e progressi rilevati Modifiche / necessità di aggiustamenti
a.s. vari 1A. Riunioni del Collegio docenti suddiviso in dipartimenti oltre a lavori di Commissioni. Obbligo di servizio    
Giugno 2017 1B. Sviluppo area specifica sul sito della scuola. Verifica sul sito Materiali limitati  
Giugno 2017 2A. Elaborazione da parte dello staff del Dirigente di modelli di rilevazione e monitoraggio. Disponibilità del materiale online Non disponibile Difficoltà nello strutturare materiali singoli ma per usi diversi
Giugno 2017 2B. Implementazione sul sito della scuola.   Non disponibile  
Giugno 2017 3A. Destinare una funzione strumentale all’area “orientamento”. Lettera incarico Necessità di maggior partecipazione e condivisione di tutti i docenti delle attività di orientamento Passaggio dalla funzione strumentale ad una commissione

a.s. 17-18

Giugno 2017 3B. Favorire l’aggiornamento e la partecipazione alle attività della Rete di Ambito Iscritti alla piattaforma SOFIA Numero limitato di partecipanti Maggior attinenza aree disciplinari delle proposte di formazione
Giugno 2017 3C. Creare un opuscolo e materiali per le attività di orientamento. Opuscoli stampati Non fatto  
  4A. Deliberare un calendario scolastico che tenga conto degli orari dei genitori. Piano attività e numero genitori partecipanti Buona partecipazione all’incontro serale di ottobre  
  4C. Utilizzare l’animatore digitale e risorse esterne per implementare il sito web. Numero pagine web Limitato caricamento di documenti da parte dei docenti Maggiore formazione sui CMS

 

 

 

 

15. MONITORAGGIO DEL PIANO TRIENNALE

Il monitoraggio è un’attività fondamentale poiché consente di valutare costantemente l’andamento, misurare i risultati ottenuti e verificare che gli obiettivi prefissati siano realistici. Lo scopo del monitoraggio e controllo è evidenziarne le deviazioni rispetto al Piano triennale e individuare l’esigenza di possibili azioni correttive.

Gli obiettivi di lungo periodo necessitano d’altronde di una verifica costante degli stati di avanzamento e va quindi utilizzata la possibilità di revisione annuale offerta dalla legge.

In un’ottica di costruzione di un percorso condiviso è opportuno che il monitoraggio del Piano sia condotto dal dirigente insieme allo staff per valutare poi in maniera condivisa con il collegio dei docenti gli eventuali correttivi da apportare alle scelte didattiche e organizzative in considerazione dell’efficacia delle azioni realizzate e dell’efficienza nell’utilizzo delle risorse sia professionali che materiali.

I criteri proposti sono:

  1. verifica degli obiettivi raggiunti in relazione alle priorità fissate
  2. verifica dell’efficacia delle attività di ampliamento/arricchimento curricolari proposte
  3. utilizzo dell’organico dell’autonomia in termini di efficienza
  4. valutazione complessiva del processo in atto (in termini di partecipazione, condivisione, ricaduta formativa).

(Vedi verbali collegio docenti)

 

 

 16. GLI APPROFONDIMENTI

I documenti di approfondimento qui elencati sono disponibili sul sito web della scuola: www.iccoccaglio.gov.it

 

1. Patto di Corresponsabilità scuola famiglia
2. Le funzioni strumentali
3. Valutazione:
a) alunni stranieri
b) apprendimenti scuola primaria
c) comportamento scuola primaria
d) apprendimenti scuola secondaria
e) comportamento scuola secondaria
f) alunni BES ed alunni con handicap

4. Curricoli
5. PAI
6. Scheda di monitoraggio del POF
7. La Carta Educativa
8. Criteri per la formazione delle classi
9. Regolamento per il funzionamento della Commissione mensa
10. Regolamento sui Diritti e Doveri degli Studenti e sulla Disciplina
11. Regolamento dell’Istituto Comprensivo
12. Regolamento degli Organi Collegiali
13. Regolamento per i Viaggi d’istruzione
14. Regole alunni in mensa




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